La casa domotica

Il concetto di domotica si può tradurre facilmente con l’idea di una casa intelligente, che risponda a criteri di comfort, sicurezza, economia ed ecologia, sfruttando al massimo il sapere tecnologico ed informatico del presente. Le raffinate tecniche odierne difatti ci permettono di controllare, automatizzare e programmare al meglio l’habitat in cui viviamo, per raggiungere alti standard qualitativi in termini di comodità, efficienza e risparmio energetico, attraverso l’installazione di sofisticati ed ingegnosi dispositivi cablati, ben nascosti all’interno dell’abitazione, capaci di far funzionare una macchina complessa e articolata quale è la vostra casa. La programmazione ed il controllo a distanza o locale degli apparecchi domestici è reso possibile da un sistema integrato di risorse, cablate o senza fili (wifi) destinate ad emettere e ricevere continuamente informazioni tra i vari dispositivi comandati e l’unità di controllo.

casa domotica

Sono molteplici gli apparecchi ed i dispositivi interni ed esterni all’abitazione che si inseriscono nel sistema domotico:

controllo carichi lavatrice-lavastoviglie
controllo remoto forno e robot domestici
report consumi frigo
sensore fughe gas
motorizzazione tende, tapparelle, cancelli, porte
irrigazione
touch screen per controllo e gestione
controllo scenari luminosi
controlli remoti ipad, i phone, sistema audio/video, pc, luci, kinect
controllo vocalec
termoregolazione caldo/freddo
videosorveglianza e sistema anti-intrusione

Questi invece gli strumenti per attuare la programmazione, il controllo e la gestione domotica della casa:
computer o laptop
telecomando
schermo (touch screen o normale)
telefono
smartphone
interruttore

Tutti questi strumenti uniti agli apparecchi di cui sopra ci permettono di controllare in toto il funzionamento della casa, anche a distanza. Possiamo così accendere il forno poco prima di rincasare, per averlo subito pronto a temperatura quando arriviamo, oppure con un click abbassare le persiane di tutto l’appartamento ed impostare uno scenario luminoso che regali un’atmosfera intima ed accogliente, o ancora azionare lavatrice e lavastoviglie nelle ore notturne, per risparmiare sui consumi. Tanti accorgimenti e tante soluzioni innovative che, guardando al futuro, semplificano e migliorano le nostre vite.

La bellezza del vino

vino2

Il vino è bellezza ed arte, e come tutte le opere d’arte va conservato in un luogo appropriato che ne possa esaltare le qualità. La cantina personale è il nuovo sogno del buon bevitore, che tra degustazioni, recensioni ed esperienze inizia o consolida la passione per il vino. L’ambiente ottimale sarebbe una stanza orientata a nord-est, nella quale la temperatura sia costante e di circa 14°. Un ambiente chiaramente al riparo dalla luce diretta del sole, che danneggerebbe le bottiglie (in particolar modo i bianchi e gli spumanti) e con una umidità ideale del 70%; ambienti troppo umidi infatti favorirebbero lo sviluppo di muffe e funghi, deteriorando inoltre le etichette delle bottiglie, mentre climi troppo secchi porterebbero al restringimento dei tappi in sughero, quindi alla dannosa ossidazione del vino. Vanno assolutamente evitati forti odori estranei che potrebbero permeare nella bottiglia, come formaggi, salumi, vernici o fumi. Le bottiglie infine, come è ben noto, vanno lasciate in posizione orizzontale o inclinate, affinchè il vino bagni sempre il tappo e lo mantenga elastico, senza il rischio che seccando, si restringa. I tempi di affinamento del vino variano da bottiglia a bottiglia e necessitano di basse temperature per maturare lentamente e sviluppare a pieno le proprie qualità organolettiche. Va comunque considerato che non tutte le bottiglie necessitano di riposo: molti bianchi sono venduti già pronti per il consumo, anzi un’attesa eccessiva potrebbe facilmente danneggiarli, privandoli della loro naturale freschezza e aromaticità. I rossi invece, soprattutto se ben robusti e corposi, raggiungono il massimo delle loro qualità dopo qualche anno di maturazione; queste spesso sono proprio le bottiglie più care, che esprimono l’eccellenza solo con il tempo.

A scapito dei consumatori meno esperti, purtroppo sono davvero poche le aziende che forniscono indicazioni circa la data ottimale per il consumo della bottiglia, allora non resta che conservarlo al meglio, aspettando il buon momento per brindare. Per chi non riuscisse a ricrearsi in casa uno spazio con simili caratteristiche, ma non volesse assolutamente rinunciare alla sua cantinetta personale, in commercio oggi troviamo una vasta scelta di cantine-frigo: ne esistono di diverse dimensioni e capacità,  con display lcd e illuminazione interna come optionals, alimentate costantemente dalla corrente elettrica e con scomparti a temperature differenziate, per mantenere i bianchi e le bollicine al freddo e i rossi a temperature superiori.

Arte e arredamento

Al fianco del mondo sconfinato dell’arte, da secoli pittura e scultura scivolano nelle mani di sapienti artigiani per realizzare complessi capolavori materici. Più di rado capita anche che un artista provi a confrontarsi con il mondo dell’arredo. Qui la spiritualità e la creatività dell’artista per una volta si uniscono ai criteri di funzionalità per dare vita a pezzi di design d’eccellenza, frutti dell’arte a servizio dell’uomo. E così Rietveld trae ispirazione dalle tele di Mondrian per creare, nel 1923, la sua famosa Sedia rossa e blu. Il giallo che irradia il sole, il blu dell’orizzonte celeste, il rosso, come unione di due, nell’alba e nel tramonto, qui si intrecciano per diventare un’icona del design moderno.

sedia

Un’elaborazione spaziale di volumi rettilinei ed un’interazione di piani orizzontali e verticali che nuota nello schema cromatico dei colori primari uniti al nero, in piena corrente De Stijl. E mentre Rietveld punta al benessere e al comfort dello spirito, oltre che alla comodità materiale, accade anche che un genio sarcastico e visionario come Marcel Duchamp prenda in prestito un comune oggetto d’arredo per restituire agli spettatori curiosi una delle tante sue opere scanzonate: la Ruota di Bicicletta (1951), dove ogni oggetto, sbeffeggiato da Duchamp, ha perso la sua funzione. Ancora una volta l’artista ruba al quotidiano il materiale per l’arte, scomodando un comune sgabello con una ruota rovesciata. Innumerevoli sono infine i designers presi in prestito dal mondo dell’architettura: Mies, Corbu, Gropius, Mackintosh, Aalto, Saarenen, fino ai giorni nostri con Zaha Hadid, Mendini o Sottsass. Nella sonnecchiante realtà fiorentina vorremmo segnalarvi l’opera animata ed appassionata dell’artista Fabio De Poli, che in un’intensa ricerca espressiva e figurativa, attraversa la pittura contemporanea e l’arte plastica per sconfinare nel mondo accattivante del design e dell’arredamento.

Less is more: lo stile minimal

L’arredo minimal si distingue per il suo carattere estremamente pulito, concreto ed essenziale. Leggero ed arioso, abbandona le  forme classiche per sfruttare materiali innovativi e sistemi all’avanguardia.  Per chi volesse imprimere un carattere sobrio ed elegante alla sua casa, la scelta di uno stile minimalista risulterà senza dubbio la soluzione più appropriata. Qui lo spazio torna protagonista e, valorizzato dalla luce, rende giustizia all’architettura dell’interno, facendola respirare, restituendole libertà e supremazia. Rifacendosi al miesiano “Less is more” (“nel meno c’è il più”) l’arredo minimal si libera degli eccessi, restituendo un ambiente semplice, pratico e funzionale.

minimal

Chi vuol far rispecchiare nella propria dimora una personalità pragmatica, essenziale ed ordinata può dunque optare su colori neutri, forme lineari, materiali e soluzioni innovative.  Cercate di alleggerire e liberare lo spazio abitabile disponendo pochi mobili, neutri e lineari, ma di estrema qualità, privilegiando elementi sospesi e strutture leggere, lasciando magari spazio ad un elegante oggetto di design o ad una scultura che catturi l’attenzione. Linee pure e materiali omogenei ed uniformi, per superfici facili da pulire. Colori insaturi, ridotti al minimo (black & white). Toni neutri ed elementi sobri, che ben si adattano a qualsiasi ambiente.

Il top del top

Ambiente cardine della casa, spesso il più vissuto, la cucina è senza dubbio un locale da studiare nei minimi dettagli, dalla forma e la disposizione dei vari componenti, alla scelta dei materiali e delle finiture. Ecco perché conviene subito puntare alla qualità per avere la garanzia di una lunga vita. Optiamo per prodotti certificati e garantiti da aziende qualificate, evitiamo materiali scadenti più economici, poiché spesso facili risparmi portano spese impreviste future che vi faranno rimpiangere le offerte abbordabili del vostro mobiliere.

okite

Particolare attenzione va posta nella scelta del top della cucina, ovvero il piano di lavoro. E’ importante che questo sia resistente, idrorepellente e facilmente lavabile, per garantire igiene, resistenza agli urti, alle macchie, alle abrasioni, al calore ed all’umidità, dunque una buona durata nel tempo. Si parte dalle classiche finiture in laminato, in legno massiccio o impiallacciato, ai pratici piani in acciaio, alla vastissima gamma di piani in pietra come graniti e marmi, fino ai vari agglomerati naturali e sintetici: compositi di marmo, di quarzo, di silicio, corian, mescolati con particolari resine e pigmenti.

Prodotta con il quarzo troviamo ad esempio l’okite, una pietra composita resistente innovativa, compatta, facile da pulire, resistente agli shock termici, antimacchia, antigraffio e garantita per dieci anni. L’acciaio di massima robustezza, resistenza ed igienicità, ha il solo sconveniente di trattenere le macchie di calcare. Il corian, ideale nella progettazione navale per le sue elevate prestazioni, entra adesso anche nelle nostre case: ottima resistenza all’usura e all’abrasione, non assorbe odori né sapori ed una ampia gamma cromatica. Il marmo, prestigioso e dalle variegate venature, come le altre pietre naturali risulta facilmente attaccabile dalle macchie, ma rimane pur sempre un rivestimento di pregio altamente richiesto.

Interessante ma meno diffuso risulta poi il laminato stratificato, costituito da strati di materiale di fibra cellulosica impregnati di resine termoindurenti compattati ad alta pressione. Molto richiesto oggi è anche lo “Stone”, un composito a base di silicio particolarmente luminoso e brillante, durevole e di facile manutenzione e pulizia. Di qualità inferiore ma anche più economico il laminato viene spesso scelto per la sua praticità, il basso costo e la grande varietà di effetti e colori che offre. Un ultima soluzione di gran pregio ci è data dai piani rivestiti con piastrelle di ceramica, mattonelle di grés o cotto, sigillate tra loro con particolari resine. In definitiva va però detto che qualsiasi materiale sia stato impiegato per la realizzazione del piano di lavoro, dato l’uso continuo e particolarmente aggressivo del mobile, è sempre consigliabile effettuare la dovuta pulizia e manutenzione.

Biancolatte

Alla ricerca del candore e della purezza l’ambiente si riveste di un strato continuo di bianco, dove i volumi si confondono, i diversi elementi diventano un continuum biancolatte, vuoti e pieni perdono i contorni e lo spazio irradia una luminosità estrema. Questo è il risultato di un arredamento in total white, dove le pareti sono rigorosamente tinteggiate di bianco, come anche tutti i mobili ed i complementi d’arredo, per un effetto finale che evoca atmosfere paradisiache o ambientazioni futuristiche.

total biancolatte

L’uso massiccio del bianco porta ad un forte minimalismo, fatto di un’architettura d’interni essenziale, pura ed immacolata, dove gli elementi d’arredo si fondono e si confondono tra le loro superfici bianche, fino ad annullare la profondità dello spazio. La scelta del bianco, come tonalità dominante per la vostra casa, ha il pregio di ingrandire gli spazi, aumentandone la luminosità e l’ariosità. Ma per non esagerare in questo clima candido, quasi sovrannaturale, è sempre meglio limitare l’uso del bianco ai mobili più significativi, mitigando così gli effetti con elementi secondari di tonalità leggermente più scure.

Gioco di trasparenza

trasparenze4

Nell’architettura d’interni può essere divertente osare uno stile fatto di trasparenze, con mobili e e complementi d’arredo costituiti da materiali traslucidi, come il vetro, il cristallo, ma soprattutto una gran varietà di materie plastiche, che con particolari processi produttivi permettono la massima libertà di forma e di espressione. La casa acquista così un senso di leggerezza e di freschezza frizzante, che sdrammatizza composizioni classiche solitamente più monotone. Per un effetto ghiacciato il mondo dell’arredamento studia infinite proposte di elementi trasparenti per la creazione di ambienti cristallizzati.

Pioniere di questa linea di trasparenze è lo star designer Philippe Starck: sue le celeberrime sedute in policarbonato trasparente e colorato che rileggono in chiave moderna, fantomatica e scanzonata il barocco francese; sono le sedie Louis Ghost, LouLou Ghost, Victoria Ghost e lo sgabello Charles Ghost. Dalla struttura dei divani Pop e Plastics di Piero Lissoni, alla seduta di design LCP firmata Marteen van Severen (entrambi distribuiti da Kartell), il policarbonato trasparente divampa nell’arredamento di interni. Tanti altri i designer di grido che si sono cimentati con materiali trasparenti, come la spagnola Patricia Arquiola con la sua sedia Frilly, il tavolino Table o quello con contenitore Usame e ancora i fratelli francesi Bouroullec con la sedia Papyrus o il divertente tavolino/contenitore Panier.

Anche la friulana Calligaris propone alcuni modelli di sedie e sgabelli in plastica trasparente: i modelli Eau, Ice e Jam in tecnopolimero e ancora Alchemia, Parisienne e Wien in PC. Nell’illuminazione questo materiale trasparente viene scelto da Ferruccio Laviani per la lampada Take, o ancora da Vico Magistretti per la sua Dalu e di nuovo Starck con Miss K T.

… Per gli amanti di questo stile glaciale consigliamo di provare l’esperienza di una notte in un Ice Hotel: un albergo interamente costruito con blocchi di ghiaccio, dai muri, ai pavimenti, compreso tutto il mobilio, per un’operazione che si ripete ogni anni con l’arrivo del freddo. Un esempio di architettura estrema, fatta di ghiaccio e neve, per un’ambientazione decisamente suggestiva. Nata nei paesi nordici questo tipo di offerta ricettiva si può oggi trovare un po’ in tutto il mondo…termometro permettendo!

Novità in cucina

Nelle cucine moderne oggi sono sempre più richieste , nella particolare trama tranché, per superfici in essenza impiallacciata, in laminato melaminico o polimerico PVC. I pannelli sono caratterizzati da una particolare tessitura che intreccia le naturali venature del legno con nuove scanalature ortogonali per creare una trama intrecciata che dà vita alla superficie del mobile, creando piacevoli sensazioni di rugosità al tatto e un divertente e moderno effetto visivo. Le finiture tranchè  sono disponibili in varie composizioni materiche, dal melaminico all’impiallacciato, quindi in molteplici varianti cromatiche: oltre alle neutre tonalità del wengè e del rovere color mogano, corteccia, sabbia o bianco, sono disponibili tutti i colori del laminato, mossi da questa leggera maglia di rilievi ed ombre.

Traché

Studiati accostamenti cromatici e materici, che integrino i pannelli frontali con il top e i pensili, esalteranno la forma delle venature del tranchée, regalandovi una cucina seducente e moderna, sublimata dalla forte espressività dei materiali che la compongono. L’idea in più: un grazioso abbinamento potrebbe essere la scelta di pensili laccati lucidi dai colori accesi in contrasto con le tonalità più tenui del rovere tranché nella base, puntando poi sull’hightech nella scelta degli elettrodomestici: piano cottura a induzione, forno a vapore combinato autopulente di ultima generazione, frigorifero futurista con display, rigorosamente in classe A+.

Differenti stili per differenti ambienti

Ogni casa ha i suoi spazi ed il suo contesto. La vostra scelta dell’arredamento non deve prescindere dall’ambiente in cui è immersa e dalle dimensioni che le appartengono, così da renderla armoniosa ed accogliente. Piccoli consigli da seguire per valorizzare al massimo il proprio immobile, perchè non esistono brutte case ma solo arredamenti sbagliati.

La scelta del colore.

P1

Una scelta molto importante e da non sottovalutare, perchè condizionerà la percezione visiva delle dimensioni. Come tutti sappiamo infatti, i colori chiari dilatano gli spazi, mentre quelli scuri li contraggono; quest’ultimi dunque saranno da evitare in presenza di ambienti piccoli e poco luminosi come mono/bilocali e seminterrati. Questo però non vuole assolutamente dire che in presenza a spazi ristretti la nostra scelta debba per forza ricadere sul bianco, che spesso risulta freddo e poco accogliente. Molto di moda infatti sono il color tortora, il beige ed il bianco sporco, che daranno luce e ampiezza ai vostri ambienti senza però rinunciare ad un tocco di originalità. Chi invece possiede spazi più grandi e luminosi può sicuramente sbizzarrirsi maggiormente. Ricordatevi sempre però di non esagerare mai con i colori… devono sempre accompagnare un ambiente, mai esserne i protagonisti.

La scelta dell’illuminazione.

I punti luce giocano un ruolo fondamentale nell’arredamento. Da loro infatti dipende la sensazione positiva o negativa che proviamo appena entrati una stanza. Indipendentemente dagli spazi dobbiamo sempre tenere presente che la luce ormai non serve più soltanto ad illuminare… la luce arreda. Perciò prediligere tonalità calde e piantane dal design moderno e lineare, vi aiuterà ad ottenere un piacevole contrasto soprattutto negli ambienti più ampi. Se invece di spazio ne avete meno, puntate su lampade poco ingombranti e dalla luce poco direzionata… illuminerà il vostro ambiente in maniera delicata, ampliando i vostri orizzonti.

Librerie a muro.

S1

Un tipo di librerie che va molto di moda nell’ultimo periodo e sul quale dobbiamo porre molta attenzione. Le pareti attrezzate possono avere più o meno moduli da abbinare e combinare, in dipendenza appunto della parete che andrà ad accoglierli. In presenza di una casa non grande e con soffitti non troppo alti, prediligere le pareti attrezzate con meno moduli, così da non evitare l’ ”effetto- sovraccarico”  che appesantirebbe tutto l’ambiente. Se invece lo spazio che volete arredare è ampio, potete optare per librerie con un numero di moduli maggiore, magari non riempiendoli mai del tutto e chiudendone solo alcuni con delle ante. Due pillole da prendere al volo per ottenere il massimo dal proprio salotto.

In cucina

Scegliere la cucina  non è mai facile, in quanto è forse la stanza che più caratterizza una casa e che è maggiormente sfruttato. Le parole d’ordine quando si parla di cucina sono bellezza, ma anche praticità. Ed è per questo motivo che  il prodotto deve essere giusto per gli spazi in cui viene inserito. In presenza di un ampio ambiente, la cucina può essere dotata anche di penisola o di isola, da poter sfruttare al massimo combinata con sgabelli di design. Mentre se gli spazi sono più ristretti, optate per una cucina più lineare e tutta sullo stesso livello… darà profondità alla vostra stanza, senza appesantirla.

Ad ogni ambiente il suo arredamento. Perché non esiste casa che non può essere valorizzata attraverso piccole accortezze. A voi la scelta.